
Oltre 41 anni al servizio dei cittadini. Si è occupato dall’illuminazione pubblica, all’organizzazione della raccolta rifiuti; dalla sicurezza sui luoghi di lavoro, alla Protezione civile: molto spesso in prima linea, più che dietro una scrivania. Per Roberto Fanfani, responsabile del Centro operativo comunale di Bagno a Ripoli e responsabile Protezione civile del Centro intercomunale Valdarno Sud Est, lunedì 31 marzo, è stato l’ultimo giorno di lavoro. Da ieri, all’età di 63 anni, è in pensione. Domani pomeriggio i colleghi e il sindaco lo festeggeranno con un brindisi di ringraziamento e di auguri per la sua “nuova vita”.
Fanfani, si ricorda il suo primo giorno di lavoro da dipendente comunale?
“E’ passato tanto tempo… Era il primo agosto 1983. Avevo 21 anni e fui assunto come tecnico esperto di impiantista e illuminazione. Non ricordo molto altro di quella giornata”.
Primi incarichi?
“Fui destinato al centro operativo quasi subito. Così ebbi modo di occuparmi della gestione dell’acquedotto e della nettezza che allora erano servizi gestiti dai Comuni. Al centro operativo lavoravano 90 persone. Ci sono stato per venti anni: una bella esperienza. Poi ho inziato ad acquisire incarichi di responsabilità: protezione civile, sicurezza sui luoghi di lavoro, efficientamento energetico, ambiente. Ho affrontato la riorganizzazione della raccolta rifiuti, dai casonetti al porta a porta: incarico impegnativo. Nel 2020 sono stato assegnato a Patrimonio, gestione e manutenzione straordinaria. Da un anno e mezzo sono tornato al Centro operativo come responsabile. Praticamente dove avevo iniziato la mia carriera”.
Quanti sindaci ha visto passare?
“Ho cominciato che c’era Degl’Innocenti. poi Girolami, il periodo della Dal Pino, Lastrucci, Zampoli, Bartolini, Casini, fino a Pignotti”.
Il migliore?
Sfodera il suo sorriso disarmante: “Ci sono stati rapporti molto diversi. Per i primi ero solo un dipendente fra i tanti. Con Zampoli ci frequentiamo ancora. Il rapporto più lungo con Casini, che è stato cinque anni assessore e dieci sindaco. Ho avuto relazioni cordiali e di stima con tutti. L’attuale sindaco Pignotti, ha grande rispetto nei miei confronti. Forse anche per la differenza di età…”.
Che bilancio fa di questa sua lunga esperienza lavorativa al Comune di Bagno a Ripoli?
“Ho dato tanto e ho avuto tanto. Ricordo che agli inizi mi trovavo con gli operai alle cinque del mattino nei depositi dell’acquedotto per fare i controlli. Mi consideravano un ragazzo da instradare, con loro ho imparato molto”.

Soddisfazioni?
“Le tante opere inaugurate. Fra le ultime, il secondo campo di calcio del Pazzagli: mi sono sempre piaciuti gli impianti sportivi”.
Un ricordo particolare?
“Gli eventi di protezione civile. Quando vai a rapportarti con le persone che hanno subito danni o avuto problemi, ti devi confrontare con la loro reazione. Ci sono quelli che ti offendono perché ti vedono come responsabile. Quelli che restano in silenzio a lavorare. Quelli che ti ringraziano per ciò che stai facendo per loro. In quei momenti ti accorgi che puoi essere di supporto e ti senti utile alla comunità. Inoltre ti rendi conto di far parte di una squadra: dietro al responsabile c’è la struttura e tanti volontari”.
Il concetto di squadra è nel suo Dna: lei ha fatto anche l’allenatore di calcio.
“Sì, essere stato allenatore di squadre giovanili un po’ mi ha aiutato. Ho cominciato nell’85 a Lastra a Signa, poi ho girato diverse società. Ho smesso tre anni: ultima esperienza al Belmonte – Grassina. Ho sempre lavorato con adolescenti fra i 13 e i 15 anni. Per svolgere questa attività mi sono ritagliato del tempo con fatica”.

Ora avrà più tempo per lei e per la sua famiglia, sua moglie Angela e i suoi figli Filippo e Simone.
“Mia moglie non è abituata ad avermi tante ore in casa, ma per sua e mia fortuna ho coltivato delle attività a cui potrò dedicare più tempo. Da alcuni anni sono impegnato nell’associazione di volontariato ‘Un calcio per tutti’ di Lastra a Signa, dove abito. Facciamo giocare a pallone bambini con disabilità fisiche e intellettive”.
Come vive il distacco dal mondo del lavoro?
“E’ una scelta, presa con ponderazione, che vivo con grande serenità. Non sono di quelli che non vedevano l’ora di andare in pensione, un po’ mi dispiace lasciare il Comune. E non sono neanche di quelli che dicono: da domani non so cosa fare. Mi aiuta un carattere equilibrato. So che ora ho un patrimonio di tempo da reinvestire”.
Auguri Roberto per la tua nuova avventura e grazie per la disponibilità e il garbo sempre mostrati con QuiAntella.
Un giusto riconoscimento ad una grande persona di esempio ai più giovani e non solo…!